Il blog riprenderà le attività lunedì 20 luglio.
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Il blog riprenderà le attività lunedì 20 luglio.
Valdicastello Carducci dista 15 km da Viareggio, entrambe in provincia di Lucca.
A Valdicastello nacque Giosuè Carducci che nel 1863 scrisse "Inno a Satana" che nella parte finale elogiava il treno come simbolo del progresso:
Cabasillas ci fornisce di un importante articolo su ciò che sta accadendo in Honduras, mentre i media del mondo libero (?) offuscano la verità, e mentre le istituzioni internazionali dovrebbero sostenere le istituzioni di Tegucigalpa dal tentativo di Zelaya di sovvertire la sua Costituzione. Uno scempio dell'informazione e della verità insomma. Ecco uno stralcio dell'articolo:
«Questo gesto eroico e storico [la destituzione di Zelaya, ndr] aveva come obiettivo impedire che si realizzasse un referendum indetto in modo illegale da Zelaya per la creazione di una Assemblea Costituente, il cui scopo era annullare la Costituzione del 1982 e al suo posto crearne una nuova che permettesse la rielezione presidenziale indefinitamente. Zelaya era stato eletto nel 2006, per mezzo di elezioni pulite e democratiche, con il Partido Liberal (di destra), e stava conducendo un governo normale fino quando è stato punto dal pungiglione di Chávez; dopo di che ha dato un inversione di 180 gradi alla sua posizione politico-ideologica causando sconcerto perfino nei suoi compagni di partito. Chávez lo aveva convinto a partecipare all’ALBA (Alternativa Bolivariana para as Américas) [Fondata da Castro e Chavez alcuni anni fa, della quale partecipano tutti paesi legati al Foro de São Paulo, ndr], e da allora in poi, con tutta una serie di favori, è iniziato il controllo. Zelaya è diventato “bolivariano”, è andato a Cuba a leccare gli stivali di Fidel che non gli ha risparmiato elogi, e ha iniziato ad alimentare l’idea totalitaria di perpetuarsi al potere come già sta avvenendo in Venezuela e in Bolívia. La Costituzione honduregna non permette le rielezione, ed è molto ferma nei confronti di chi non rispetti questa determinazione, come attestano gli articoli seguenti [...]».
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P.S. All'allenza Foro de São Paulo-Iran, ecco un altro tassello: «Ronaldo, l'ex campione brasiliano di Inter, Real Madrid e Milan, ha ricevuto una proposta per recitare in un film prodotto in Iran: il progetto sarà finanziato dalla camera di Commercio Brasile-Iran. [...]».
Una cosa ci ha fatto subito sospettare: il fatto che Chavez abbia definito "trogloditi" i presunti golpisti honduregni. In effetti in un primo articolo sul Corriere si leggeva:
«Dietro il golpe militare c'è la Corte Suprema di Tegucigalpa. I giudici hanno spiegato infatti con un comunicato di aver ordinato ai militari di agire proprio perché Zelaya aveva tentato di violare la legge facendo votare un referendum per autorizzare la sua rielezione. [...] E in serata il Parlamento dell'Honduras ha nominato successore del presidente deposto il presidente dello stesso Parlamento, Roberto Micheletti».
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In poche parole, Zelaya stava tentando di fare quello che Chavez ha fatto a suo tempo in Venezuela: cambiare la Carta Costituzionale a suo uso e consumo. Ed in effetti Zalaya proviene dalla stessa scuola di Chavez, vale a dire dal Foro de São Paulo che tanti danni sta provocando in America del Sud. L'Honduras sta cercando di evitare di cadere in una dittatura comunista e rivoluzionaria, di quelle ben illustrate da Olavo de Carvalho in questo articolo.
Pertanto la comunità internazionale avrebbe fatto bene a sostenere il cambio di guida in Honduras, anche perché i militari - che non hanno sparato un solo colpo - hanno agito, come si legge nell'articolo del Corriere, e soprattutto in questo di UnoAmerica, sotto impulso della Corte Suprema. Purtroppo invece sia l'Assemblea Generale dell'Onu, sia il presidente Obama non hanno fatto altro che appoggiare il presidente destituito, mostrando una miopia preoccupante, che però non ci sorprende (soprattutto da parte di Obama). È vero che Chavez e Castro sostengono che dietro a questo "golpe" ci sia la mano degli Stati Uniti, ma con questa amministrazione la cosa è poco probabile. Purtroppo.
I media italiani, comunque, stanno già virando dall'informazione corretta, ripetendo la locuzione "Golpe militare", omettendo i fatti su chi sia Zelaya e le sue intenzioni, e cominciando a parlare delle manifestazioni [qui] e presunte repressioni, omettendo il fatto che gli agitatori provengano dal Venezuela [qui].
P.S. Questo post è stato creato grazie alle informazioni ricevute da Cabasillas, che sul Foro de São Paulo ha scritto numerosi post.
P.S.2 Anche il blog "Oggi siamo seri" ne parla.
A qualcuno fischieranno le orecchie?
«Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede matura, una “fede adulta”. La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa.
In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”.
Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo. Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo.
La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo. Tuttavia, anche qui Paolo non si ferma alla negazione, ma ci conduce al grande “sì”».
Benedetto XVI [Leggi tutto]
L'uomo si svegliò.
Gli occhi pesanti.
La bocca arida.
Con difficoltà riuscì a staccare le labbra, quasi fossero sigillate.
La luce accecante esterna era attenuata da una tenda fatta a mano, da qualche donna.
Una giovane serva strizzò un panno e bagnò la fronte dell'uomo.
- Dove sono?
Alla domanda dell'uomo la donna depose il panno nella tinozza e uscì, asciugandosi le mani in uno straccio che teneva cinto alla vita.
Poco dopo entrò un uomo con un ventre enorme, di corporatura robusta.
Guardò l'uomo a letto con indifferenza.
- Dove sono?
Ripetè il sofferente.
- Sei nella locanda sul fiume.
- Quale fiume?
L'uomo dalla robusta corporatura tirò a sé una sedia, che non pareva potesse sopportare il suo peso.
- Non ricordi niente?
L'infermo chiuse gli occhi.
- Ero in cammino, qualcuno mi ha aggredito alle spalle e mi ha derubato, oltre ad avermi lasciato ferito lungo la strada. Poi che è successo?
- Un uomo ti ha portato qua. È stato con te per tre giorni, poi, quando ormai il medico ti ha dichiarato non più in pericolo di vita, ha dovuto andare via. Ha pagato il conto e se ne è andato.
- Io non ho più nulla. Non posso pagare.
- Non ce n'è bisogno. Quell'uomo ha pagato e se non bastassero per la tua sosta, mi pagherà al suo ritorno. Così ha detto..
Si alzò in piedi e rimise la sedia a posto. Fece per girarsi, ma l'altro aggiunse:
- Chi era?
L'uomo in piedi si fermò.
- Non lo so.
- Perché ha fatto questo per me?
- Non lo so e non mi interessa. Mi basta che mi abbia pagato.
Una settimana dopo l'uomo che era stato portato moribondo alla locanda potè lasciare quel luogo e riprendere la strada sulla quale era stato aggredito. Camminava a piedi, non avendo più il mulo. Contava di comprarne uno al mercato, alla prima città in cui sarebbe giunto.
Al terzo giorno di cammino, stanco e assetato, vide davanti a sé la tenda di un pellegrino. Si avvicinò titubante.
Vi era un uomo all'interno della tenda indaffarato a preparare il giaciglio per la notte. Allo scrocchio di foglie secche calpestate si voltò. Riconobbe immediatamente l'uomo che gli stava di fronte. Gli sorrise, ma ancor prima di poterlo ospitare e di offrirgli una pietanza appena cotta, l'altro si voltò e tornò sulla strada polverosa.
Il pellegrino uscì dalla tenda e lo chiamò. L'altro si girò appena e tra i denti disse:
- Non mi fermo nella tenda di un samaritano.
Ai pochi che passano da qui parrà strano che chi scrive suggerisce per questo week-end la visione di Terminator Salvation. Parrà strano perché è un film che si battezza come pieno di effetti speciali e basta. Poca trama, pochi spunti di riflessione...
Chi non si ricorda Arnold Schwarzenegger che con sguardo assente e movenze da robot cercava di uccidere Sara Connor? Eppure in tutto il ciclo, ed in questo ultimo capitolo in particolare, la libertà è il punto centrale. È già tutto scritto? Il destino dell'uomo è immutabile?
In Terminator Salvation questo aspetto è ancora più esaltato dalla presenza di Marcus Wright, al quale viene offerta una "seconda possibilità". Marcus - che scoprirà essere ormai solo un cyborg - è, a nostro parere, la figura centrale di tutto il film. Non ce ne voglia John Connor, splendida figura di eroe.
Unica pecca del film: la Resistenza ha come simbolo una banda rossa al braccio, sigh.

In Messico
Uccisi da un commando prete e due seminaristi
Un sacerdote e due seminaristi sono stati assassinati da un gruppo di uomini armati che, dopo aver bloccato l'auto sulla quale si trovavano, li hanno praticamente giustiziati sparando loro alle spalle con pistole di grosso calibro. Il sanguinoso episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato nella cittadina di Arcelia, nello stato di Guerrero, nel sud del Paese, ed è stato reso noto solo oggi dalla polizia. Il sacerdote ucciso, Habacuc Oregon, viveva nel seminario della diocesi di Ciudad Altamirano, e insieme ai due seminaristi si stava recando ad una riunione pastorale.
Ma chi ritorna? Loro.
L'orologiaio: Come l’orologiaio con i suoi occhiali distingue le minime rotelline di un orologio, noi, con la luce che ci dà lo Spirito Santo distinguiamo tutti i dettagli della nostra povera vita.
Il pesce: Tirate fuori dall’acqua un pesce: non potrà vivere. Ebbene, è così per l’uomo senza Dio! Il pesce non si lamenta mai di avere troppa acqua. Così, il buon cristiano non si lamenta mai di stare troppo con il Buon Dio. Quando preghiamo dobbiamo aprire il nostro cuore a Dio come il pesce quando vede venire l’onda.
Il cortile: L’anima che prega poco è come quegli uccelli da cortile che, pur avendo ali tanto grandi, non le sanno adoperare. Chi non prega è come una gallina o un tacchino che non può alzarsi nell’aria. Se volano per un momento, ricadono poi subito e, grattando la terra, vi si immergono, se ne aspergono e sembrano trovare piacere solo in quello.
[Parabole di San Giovanni Maria Vianney riportate da Marc Joulin, Il curato d'Ars]